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Filtri sportivi - Corrette modalità di installazione

Filtri sportivi - Corrette modalità di installazione


Passiamo ora all'analisi di un altro fondamentale aspetto dell'uso di tali filtri: le corrette modalità di installazione dei filtri sportivi.

Nulla da dire per quanto concerne i filtri di forma identica a quella dei filtri originali: essi vanno semplicemente sostituiti ai corrispondenti filtri di serie, dovendo essere posizionati all'interno della stessa scatola filtro originale. Per ciascun modello di auto esistono, nei listini delle varie aziende produttrici, filtri specifici.
Discorso diverso si deve fare per i filtri ad aspirazione diretta, la cui installazione rappresenta un passaggio delicato e fondamentale che, se eseguito in modo non corretto, può anche annullare del tutto i vantaggi derivanti dall'adozione di una simile modifica.

I fattori da tenere in considerazione sono principalmente tre:
  • la stabilità dell'aria aspirata
  • la temperatura dell'aria aspirata
  • la conformazione e la lunghezza del manicotto di raccordo.


Per quanto attiene alla stabilità dell'aria aspirata, è molto importante non posizionare il filtro direttamente a ridosso del condotto che immette l'aria nel vano motore: infatti, la massa d'aria aspirata deve essere quanto più possibile stabile, priva di turbolenze capaci di creare una depressione che smagrisce volume e ossigeno. In linea di massima, sarà sufficiente collocare il filtro a 10-15 di centimetri dal condotto (in base alla potenza dell'auto: più la vettura è potente, maggiore sarà la distanza minima da rispettare).
Per quanto attiene alla temperatura dell'aria aspirata, è questo un fattore determinante. Sarà opportuno (ove possibile) evitare di sistemare il filtro a ridosso del propulsore e, in ogni caso, sarà utilissimo realizzare una paratia anti-calore che lo isoli.
Nel caso del ns. coupé basterà mantenere almeno la parte sottostante della scatola filtro originale per ottenere un minimo di protezione.




Senza tale paratia (in materiale termo-isolante) intorno al filtro, ci si troverà con un'auto che perderà progressivamente cavalli con l'aumentare della temperatura all'interno del vano motore.
Per la conformazione e alla lunghezza del manicotto di raccordo, è bene premettere che (come già scritto all'inizio) è opportuno evitare di installare il filtro troppo vicino al corpo farfallato, allo scopo di creare una sorta di colonna d'aria stabile a monte del corpo farfallato stesso.

Proprio per questo, è prassi comune quella di montare il filtro innestandolo nel manicotto (più o meno lungo) che, in configurazione originale, di solito collega la farfalla con la scatola filtro.

A volte, per meglio posizionare l'elemento filtrante, potrà risultare necessario anche allungare tale manicotto o deviarne il percorso.

Ebbene, è importante che il manicotto abbia un andamento quanto più possibile rettilineo, in quanto ogni deviazione del condotto comporterà una diminuzione di velocità dell'aria e un aumento della sua temperatura, oltre che una maggiore quantità di turbolenze.

Tutto ciò, in funzione dell'angolo di curvatura che più sarà elevato più degraderà il rendimento fluidodinamico del condotto: naturalmente una deviazione di 180° risulterà essere sotto questo aspetto disastrosa, ma anche una deviazione di "soli" 90° sortirà delle conseguenze negative.

Altro aspetto fondamentale è poi quello della lunghezza del manicotto.

Un tubo troppo lungo può anche annullare del tutto i benefici derivanti dall'adozione del filtro sportivo. Si applica in questo caso lo stesso principio di funzionamento su cui si basano i condotti di aspirazione a geometria variabile che infatti, dove presenti, permettono di affrontare bene il problema in questione compensando (chiaramente, entro certi limiti) l'eccessiva o l'insufficiente lunghezza del manicotto di collegamento tra filtro diretto e debimetro/farfalla.

Infatti, i condotti di aspirazione a geometria variabile variano tra l'altro anche la propria lunghezza in funzione del regime di rotazione: saranno più lunghi ai bassi regimi (privilegiando così l'erogazione di coppia) e saranno più corti agli alti regimi (privilegiando così la potenza).



Nel caso in cui si disponga di condotti di aspirazione fissi, come nel ns. coupe, si tratterà di trovare un buon compromesso: il manicotto non dovrà essere troppo lungo perché altrimenti si avrà una sorta di “effetto diesel” con tutta la coppia disponibile ai bassi regimi; ma non dovrà essere neanche troppo corto perché altrimenti il vuoto ai bassi regimi (già fisiologico a seguito dell'adozione di un filtro diretto) diventerà troppo accentuato.In definitiva, sarà consigliabile cercare di discostarsi il meno possibile dalla lunghezza del manicotto originale di raccordo.

Da non trascurare, poi, gli ancoraggi: la stabilità del complesso filtro-manicotto gioca un ruolo non secondario nell'afficienza dell'aspirazione. Nel caso dei filtri ad aspirazione dinamica, molti dei problemi tipici dell'installazione di un filtro ad aspirazione diretta non si porranno.

Infatti, la scatola filtro (spesso in carbonio) che circonda l'elemento filtrante protegge quest'ultimo dal calore del vano motore (la scatola filtro abbassa la temperatura dell'aria aspirata, che quindi aumenta la propria densità: ciò equivale ad avere una piccola sovralimentazione chimica), dallo sporco e dall'acqua; irrilevante diventerà ovviamente anche il problema della stabilità dell'aria aspirata.

Invece, sempre rispetto ai filtri ad aspirazione diretta, nulla cambia quanto alla conformazione del manicotto di raccordo col debimetro e, per quanto riguarda il coupé Hyundai, la farfalla. 
Informazioni gentilmente prese dal sito www.cuorialfisti.com